Cuneo: da Micò, Libera e Cgil nasce l’Osservatorio accoglienza profughi

Da tempo l’associazione di promozione sociale MiCò, il presidio cuneese di Libera e la Cgil di Cuneo, insieme ad altre realtà associative e a singoli cittadini, osservano quanto accade in provincia di Cuneo nel complesso mondo dell’accoglienza dei richiedenti asilo, rilevando che la situazione sta suscitando un crescente interesse, spesso finalizzato però solo al rifiuto delle persone accolte, senza capacità di approfondimenti costruttivi e positivi.

L’immigrazione, infatti, lungi dall’essere trattata politicamente come fenomeno strutturale e ineliminabile della contemporaneità, offre il pretesto per scontri ideologici e per politiche dettate dallo stato di urgenza, scarsamente concertate e monitorate. La gestione dell’accoglienza spesso si avvale di strutture gestite da privati, associazioni e cooperative che non hanno alcuna competenza nel campo.

I requisiti minimi di accoglienza stabiliti nei bandi, troppo spesso non vengono rispettati: strutture inadeguate, numero molto alto di ospiti, assistenza sanitaria non garantita, vitto carente, scadente e non rispettoso delle esigenze culturali degli ospiti, mediazione linguistica e insegnamento della lingua italiana non erogati; personale non qualificato, orientamento legale, ai servizi del territorio e al lavoro non garantiti.

A fronte delle lacune legislative circa le forme di controllo e le sanzioni ad eventuali inadempienze, l’accoglienza ha spesso derive estremamente serie come la limitazione delle libertà personali e un assistenzialismo che comporta una riduzione della capacità decisionale degli individui e una difficoltà di integrazione.

Non è da sottovalutare, inoltre, la condizione di vulnerabilità psicologica e sociale di molti richiedenti asilo, che non viene adeguatamente presa in carico né dai servizi né tanto meno da professionisti specializzati.

Il provvedimento introdotto a dicembre 2016 dalla Prefettura di Cuneo in merito alla drastica riduzione (da sei mesi a cinque giorni) del tempo di permanenza nelle strutture di accoglienza a seguito dell’ottenimento dello status di rifugiato e dei documenti per la permanenza in Italia, ha aggravato la situazione degli aventi diritto che non hanno avuto un utile percorso di integrazione e avvio al lavoro nei centri di accoglienza (Cas).

Se consideriamo che la maggior parte dei Cas vengono aperti senza alcun coinvolgimento della popolazione, senza interpellare le amministrazioni locali, spesso con un numero di richiedenti asilo ospitati molto alto rispetto alla popolazione residente, è chiaro che ne conseguano reazioni scomposte da parte della cittadinanza e dolorose fratture all’interno delle comunità ospitanti che l’informazione e gli attori politici si affrettano a cavalcare e a esacerbare. E questo produce una maggior difficoltà di integrazione dei profughi nel tessuto sociale, già complessa e faticosa di per sé vista la situazione storica ed economica del nostro paese.

Tutti questi elementi, ormai del tutto evidenti non soltanto per chi lavora nel settore, ma anche, e in misura crescente, per la cittadinanza, sono il motivo da cui nasce la decisione di creare un Osservatorio sull’accoglienza dei profughi per favorire buone pratiche nell’accoglienza, per evidenziare inadempienze, per richiedere un efficace e doveroso sistema di controllo atto a limitare e contrastare le situazioni più gravi e deteriori.

L’Osservatorio è attualmente costituito da: Aps Micò, Cgil Cuneo, Arte Migrante Cuneo, Presidio Libera di Cuneo, volontari di Monterosso e Entracque, Spazio Mediazione e Intercultura, Associazione Senegalesi di Fossano, Associazione Burkinabè Cuneo, Associazione Papiro, Cuneo Città Aperta ed è significativa la presenza di figure professionali con lunga esperienza in ambito migratorio.

Come primo atto dopo la costituzione, l’Osservatorio sull’accoglienza dei profughi ha chiesto un incontro al prefetto e al questore con l’obiettivo di iniziare un confronto improntato alla collaborazione tra istituzioni e cittadini attivi, per individuare forme di accoglienza non rispettose delle persone e del protocollo siglato dagli enti gestori, per condividere strumenti e forme di segnalazione, verifica e intervento nei suddetti casi, per valutare la possibilità di addivenire ad un protocollo di lavoro tra la Prefettura e l’ Osservatorio nel rispetto delle reciproche funzioni.

Franco Danzi – Libera, presidio di Cuneo ([email protected] – cell. 3480606130)

Elena Elia – APS MiCò ([email protected] – cell.3401550604)

Luisella Lamberti – Cgil CdL Cuneo ([email protected] – cell.3357757187)

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